Il dramma della cancel culture di Youtube


Cosa ho imparato guardando queste guerre di iscrizioni

In queste ultime settimane su Youtube abbiamo visto un sacco di eventi drammatici, finiti con la cancellazione di alcuni youtubers. Prima il dramma tra Tati e James Charles; poi Jake Paul ha cercato di aumentare i propri iscritti seguendo la moda, sfidando Cody Ko per presunto bullismo; Deji ha sfidato suo fratello KSI. Tfue ha litigato con FaZe Clans. E ora, in questa settimana è iniziata la #voxadpocalypse, dove il giornalista di Vox, Carlos Maza, ha iniziato una faida con Stephen Crowder. Come dice il proverbio: “Non c’è niente di peggio della cattiva pubblicità”.

Migliaia, milioni di followers hanno voluto dare sfogo al loro sconcerto. Così hanno tolto l’iscrizione dai cattivi del momento, iscrivendosi dalle vittime. Allora, il cattivo rivela un altro lato della storia e diventa il nuovo eroe incompreso. Sono venuti alla luce così tanti panni sporchi nelle ultime settimane che sembra come se sia una nuova nicchia o un nuovo genere. Ha spinto Youtube ad annunciare che ci saranno ingenti cambiamenti nel conteggio degli iscritti per tentare di fermare questa guerra di iscrizioni.

È spaventoso che noi ci divertiamo vedendo qualcuno che viene umiliato a questo punto. Anche io ci sono cascato, guardando i conteggi live di iscrizioni. Questo mi ha fatto chiedere cosa stesse realmente succedendo qui. C’è qualcosa che è presente in ognuno di noi e che talvolta rende le notizie così sensazionali.

Puoi non averlo mai sentito prima, ma questa cancel culture è un esempio estremizzato di evidenziare comportamenti virtuosi. Quando vediamo qualcosa che è sbagliato o socialmente inaccettabile, ci andiamo contro. Vogliamo mostrare agli altri da che parte della recinzione stiamo. È facile andare contro cose cattive quando esse sono ovviamente cattive. Ci fa stare bene andare contro le cose cattive. Ci fa sentire come i bravi ragazzi, come se solamente stando dal lato giusto della barricata ci desse, senza dubbio, la virtù che manca al ragazzo cattivo.

Ma c’è una grande differenza tra sottolineare una virtù e la virtù vera e propria. Detta semplicemente, la virtù è essere una buona persona, che di certo non è un’impresa da niente. La virtù forma il tuo carattere, così che tu farai la cosa giusta al momento giusto, nella giusta maniera. E formare il nostro carattere ci costa. Talvolta ci costa piccole faccende quotidiane, talvolta ci richiede un cambio di vita. Con l’evidenziare una virtù, d’altra parte, ci sono bassissimi costi personali. Postare qualcosa sui social media contro l’abuso, la discriminazione, il cambiamento climatico o ciò che riguarda la giustizia sociale non ci costa molto.

Qui c’è quello che puoi fare:

  1. Informarti della situazione: guardare la storia da entrambi i lati, conoscere i pro e i contra, il bene e il male di entrambi i lati.
  2. Trovare un esempio o un mentore: qualcuno che ha più esperienza, che può guidarti e essere responsabile mentre cresci e formi il tuo carattere.
  3. Sporcarti le mani: come dice Papa Francesco, avere l’odore delle pecore. Ognuno sarebbe d’accordo sul fatto che è triste vedere le pecore perdersi. Ma tu acquisti l’odore delle pecore andando fuori a cercare la pecora, e quando l’hai trovata, mettendotela sulle spalle e portandola a casa.
  4. Essere un leader genuino: essere motivato a condividere ciò che hai imparato, ciò che hai fatto e come sei cresciuto con gli altri, così che anche gli altri diventino leader.

L'Autore

author photo

Our latest posts

Our popular posts