THE GAME


Il mondo cambia: la scuola e la politica non ne saranno escluse

Il fatto che la scuola cambierà sembra evidente. Almeno per Alessandro Baricco, scrittore, filosofo, fondatore della Scuola Holden di Torino. Egli afferma, in uno dei suoi ultimi interventi a “Quante Storie”, programma Rai a cui ha partecipato in occasione dell’Internet Day: per stare nel mondo digitale ci vuole una “certa brillantezza intellettuale che si può educare, ma che noi non stiamo educando: si pensi che la scuola sta preparando ad essere buoni cittadini di uno Stato democratico degli anni ‘80”. Tradotto: di uno Stato non più esistente oggi. La tesi sostenuta nel suo ultimo saggio dal titolo “The Game”, oggetto della trasmissione televisiva di Rai 3, è infatti la seguente: uomini bianchi occidentali, della California principalmente, figli della controcultura post bellica, per lo più ingegneri informatici, cambiano il mondo per “sfuggire” alla tragedia del ‘900 e lo fanno non con idee, ma con strumenti: il mondo digitale di oggi.

 

Questa sua tesi è frutto di un’analisi della storia contemporanea, letta alla luce degli stravolgimenti dell’era digitale. Cinquant’anni fa avviene l’invio della prima email in una rete Internet da Los Angeles a San Francisco. Una parola digitale percorre per la prima volta, tra due computer di università americane – fuori dal contesto militare quindi-, circa 500 km in un amen. È l’inizio di una rivoluzione, di una insurrezione mentale: la nostra. E quest’anno la celebriamo con il nome appunto di Internet Day.

 

L’insurrezione digitale, in rivolta con le élite del ‘900, mostra inoltre che oggi “si può cambiare il mondo senza la politica”. Arriverà, allora, il momento che essa cambierà anche la politica, perché in realtà, forse, di fatto l’ha già cambiata prendendone il compito di cambiare il mondo, ma senza prenderne l’istituzione. Se un cambiamento è davvero inevitabile sia nella scuola che nella politica (istituzionale), la domanda fondamentale è allora: come deve cambiare? Come possiamo noi, oggi, allora aiutare e formare le giovani generazioni a vivere in un mondo in continua evoluzione, digitale, cambiando la scuola e la politica?

 

Ps. Curioso notare il laboratorio di Baricco nella scuola da lui fondata vent’anni fa, insieme a tanti altri, la scuola Holden: sarà l’avanguardia?

Di Nicola Uva


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