Il mio paradiso perduto


La nostalgia ha un buon sapore, il futuro uno ancora migliore

Vivere lontano dal mio paese, dalla mia famiglia e dai miei amici, specialmente durante il periodo natalizio, risveglia molta nostalgia. Capita spesso che durante questi giorni mi ritrovi a pensare alle tradizionali attività natalizie, ai pranzi di famiglia il giorno di Natale e ai meravigliosi ricordi del tempo passato con i miei amici. Mentre viaggio tra i miei ricordi, mi rendo conto di quanto siano collegati al mio paese d’origine.

Sono cresciuto su una piccola isola chiamata Malta, che si trova nel cuore del Mar Mediterraneo. Da bambino per me era letteralmente un paradiso in terra. Ricordo ancora che potevo fare visite frequenti ai miei nonni perché vivevano a breve distanza da casa mia. Andare in giro per l’isola era abbastanza facile ed è ancora vivo in me il ricordo delle di splendide passeggiate in primavera lungo la costa o della vista del mare in estate.  Crescendo ho iniziato a viaggiare in diversi paesi d’Europa, prima con i miei genitori e poi da solo. Tuttavia, ero ancora orgoglioso di chiamare Malta casa mia.

 

Tre anni fa mi sono trasferito in Italia per entrare nella Compagnia di Gesù. Devo ammettere che durante questi due anni, ho sempre tenuto un’immagine di Malta come sfondo del mio desktop. Una delle mie foto preferite è quella della Finestra azzurra che era a Gozo, che è crollata l’8 marzo di quest’anno.

 

Fortunatamente ogni tanto ho ancora la possibilità di visitare il mio paese d’origine. Eppure ho un problema: trovo difficile riconoscere il paese in cui sono cresciuto, il paese che credevo un paradiso in terra. L’ultima volta che sono tornato era durante l’estate e la famosa Finestra azzurra non c’era più. Credo che questo si presti bene come metafora della mia esperienza del mio Paese d’origine negli anni passati.

 

Ovunque guardi ora, ci sono alte gru che costruiscono nuovi edifici. A volte mi capita di passare da un posto che mi ricorda l’infanzia, per trovare una nuova costruzione al posto della campagna verde.

 

Ancora più preoccupante, tuttavia, è il fatto che dal 2010 ad oggi ci sono stati diciannove attentati dinamitardi, di cui ultima vittima è stata Daphne Caruana Galizia,  una giornalista investigativa i cui scritti sono sempre stati visti come un fastidio e una seccatura dalle persone influenti dell’isola. Quando da bambino vedevo in televisione cose del genere accadere all’estero, mi sembravano quasi un film di fantascienza mentre ora sono una realtà in casa mia.

 

L’economia maltese va molto bene e vanta uno dei tassi di disoccupazione più bassi in Europa. Non sarei sorpreso se molti cittadini maltesi considerassero ancora Malta un paradiso in terra, pensando che la povertà non esista nel nostro paese. In realtà, migliaia di persone lottano quotidianamente per arrivare a fine mese.

 

Mi piacerebbe dire che il mio paradiso esiste ancora ma sfortunatamente, sarebbe una negazione della realtà. La Finestra azzurra non c’è più e sicuramente Malta non è quella dei miei ricordi. Davanti a noi si trova una scelta. Possiamo soffermarci su ciò che è stato o tentare di vivere ogni giorno che ci viene dato. Sicuramente, ricorderò sempre gli scenari meravigliosi che la Finestra azzurra offriva una volta e tutti i bei ricordi che ho di quel posto stupendo. Ma adesso scelgo di guardare una bellezza diversa a Dwejra, che viene offerta nello stesso posto in cui si trovava la Finestra azzurra. Sicuramente ci sono difficoltà a Malta e cose da migliorare, come la lotta alla corruzione, la povertà e una maggiore consapevolezza e cura dell’ambiente. Iniziamo il 2018 sperando che i prossimi 365 giorni che ci verranno donati siano utilizzati per il bene di ogni cittadino maltese. Non guardiamo indietro al passato ma camminiamo verso un futuro migliore.


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