Darkside – il nuovo singolo di Alan Walker


La scelta tra l’anonimato e le relazioni

Alcuni di voi potrebbero conoscere Alan Walker per il suo primo singolo di successo, Faded. Nel caso non aveste familiarità con la sua musica, si tratta di un giovane artista EDM (Electronic Dance Music) norvegese che ha iniziato a farsi un nome nel 2015. Ha iniziato come gamer. Si trattava di un ragazzo introverso, “dietro le quinte”, che faceva musica elettronica a casa sua. Dopo aver caricato alcune sue canzoni online, ha catturato l’attenzione di diverse persone.

Il suo primo singolo, Faded, presenta un messaggio sottile. Le parole che ritornano maggiormente nella canzone sono “I’m Faded”, “So lost” e “Where are you now” [Mi sento svanito, perduto. Dove sei adesso?]. Il video della canzone segue una persona mascherata, con uno zaino, che sembra stia cercando un modo per tornare a casa. Una casa che ricorda attraverso una foto che porta con sé. Non sappiamo perché se ne sia andato, ma ora vuole tornare e ha bisogno di trovare la sua strada. Tutto questo per poi rendersi conto, quando finalmente arriverà, che la sua casa è desolata, vuota e abbandonata. Mentre era ‘anonimo’, sconosciuto alla sua casa, ha dimenticato dove questa si trovava e come arrivarci. Diventando anonimo, scegliendo di dimenticare e di essere dimenticato, ha perso la sua stessa casa.

In un altro dei suoi famosi singoli, Alone, dà spazio al desiderio profondo di creare legami significativi. “I know I’m not alone” [So di non essere solo]. Conosciamo tutti la differenza tra il semplice stare con altre persone e avere una relazione con altre persone – una relazione significativa. Possiamo essere soli anche se ci troviamo in mezzo alla folla o in gruppo. Possiamo essere soli al lavoro, anche se siamo circondati da colleghi, o all’università, nonostante i nostri compagni di classe ci siano fisicamente vicini. Sfortunatamente, possiamo sentirci soli anche a casa, tra i membri della nostra stessa famiglia. Questo accade se non costruiamo relazioni significative.

L’ultimo singolo di Alan Walker,  Darkside, mi ha sorpreso un po’. Sembra che quel desiderio che era emerso nei testi di alcuni dei suoi singoli precedenti sia stato abbandonato. Come se, all’improvviso, stesse ricadendo nell’anonimato. Nascosto nell’oscurità. Parla di arrendersi, di lasciar andare e di cadere nel lato oscuro, dove possiamo nasconderci dietro alle bugie a cui crediamo.

C’è una tensione tra il “conforto” del nascondersi, in modo anonimo, liberi dall’intreccio delle relazioni, e il desiderio di conoscere altri ed essere da loro conosciuti, entrando in relazione. Questo lascia una fame profonda, il desiderio di relazioni significative.

I fan, di Alan Walker sono generalmente chiamati “Walkers” e si identificano indossando una maschera sulla parte inferiore del viso e una felpa con cappuccio. Trovo tuttavia ironico che Alan Walker utilizzi una felpa con cappuccio e una maschera come simbolo di unità – per dimostrare che chiunque può essere un ‘Walker’. Attraverso l’anonimato, nascondendo le identità individuali e cancellando le differenze, non si crea vera unità ma, piuttosto, uniformità. Così le cose che ci rendono unici, le nostre differenze, vengono cancellate. È una ricerca di significato in cui nessun significato può essere attribuito. Proprio perché “tu” rimani anonimo. A volte cerchiamo il significato nella sicurezza che ci viene data dall’anonimato. In questo modo, se qualcosa va storto, se facciamo del male a qualcuno o se una relazione si inasprisce, possiamo nasconderci piuttosto che essere ritenuti responsabili.

Alan Walker ha recentemente avviato un nuovo vlog [un video-blog] … un “vlog senza maschera”. Sembra che sia una ripresa della sua breve serie di documentari fatta un anno fa. Potrebbe essere una trovata pubblicitaria o un’operazione di re-branding. O forse si tratta di un tentativo di uscire dall’anonimato – persino dall’anonimato della ribalta. Forse Alan Walker è alla ricerca di un modo per concretizzare questo desiderio di trovare relazioni significative all’interno della realtà in cui si trova. La gioia di relazioni significative viene dalla loro “componente ignota”. Non sappiamo mai come si svilupperà una relazione. Se andrà bene, se farà fatica o se appassirà.

La domanda che nasce spontanea è: vuoi correre il rischio di relazioni significative o rimanere nascosto nell’anonimato? Guarda indietro e rifletti sulle tue esperienze passate, scopri quali sono le tue abitudini e le tue inclinazioni nelle relazioni. Vuoi continuare lungo lo stesso percorso o cercare qualcosa di più?


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