La conversione di Kylo Ren


La misericordia può sconfiggere il lato oscuro?

Kylo Ren vive un conflitto interiore. “Perdonami. Lo sento di nuovo – il richiamo della luce […]. Mostrami di nuovo il potere dell’oscurità, e non permetterò che niente ci ostacoli. Mostramelo, nonno, e finirò ciò che hai iniziato”. Ha ceduto al lato oscuro, al male. Ha fatto cose indescrivibili, eppure sente ancora il “richiamo della luce”, proprio come aveva fatto suo nonno, Darth Vader. Non credo sia un caso che Kylo Ren [SPOILER ALERT!] metta alla prova la propria volontà di rimanere nel lato oscuro uccidendo suo padre Han Solo dato che Darth Vader aveva risposto alla “chiamata della luce” proprio mentre assisteva alla sofferenza di suo figlio Luke, torturato a morte dall’imperatore. Propongo qui una riflessione basata su una mia teoria (che può o non può essere confermata in Gli ultimi Jedi). Sebbene non sia immediatamente evidente, credo che il lato oscuro sia stato annullato in Kylo Ren.

Perché?

Nell’atto stesso di uccidere Han Solo, l’atto che doveva suggellare la fedeltà di Kylo al lato oscuro, proprio mentre la spada laser di Kylo trafigge il cuore di suo padre, Han non dice una parola. Quello che fa, però, è guardare in faccia Kylo: sospeso nel vuoto insieme a suo figlio, Han allunga una mano per accarezzare la faccia di Kylo in un tenero atto di misericordia. Non è Han a essere ucciso, ma il lato oscuro di Kylo Ren. Il male è stato sopraffatto dalla misericordia. Han Solo, nel suo ultimo (e quindi il suo supremo) atto di padre, ha piantato i semi dell’amore nel cuore di Kylo. Ha aperto con misericordia ciò che altrimenti sarebbe rimasto chiuso. Kylo potrebbe benissimo continuare a fare altre cose terribili (come ha già fatto alla fine dell’episodio Il risveglio della forza), potrebbe commettere altro male, ma io sospetto che questo male diventerà per lui sempre meno desiderabile. Il “richiamo della luce” sarà più forte che mai nel cuore di Kylo. Il male che commette si rivelerà per quello che è veramente, mentre lui si sentirà sempre più lacerato, odiando il male che fa, odiando la sua mancanza di amore. Credo che Kylo si trovi adesso in una situazione diametralmente opposta a quella precedente. È l’attrazione per il lato oscuro che pesa su di lui.

Kylo Ren scoprirà che sebbene le sue azioni siano malvagie, lui non è malvagio in sé e per sé, nel suo stesso essere. È, prima di tutto, buono. I filosofi scolastici sostenevano che “omne ens est bonum sibi”, ogni essere è un bene per sé. Ora ciò che è buono è un oggetto del desiderio, cioè quello verso cui tendiamo, ciò che vogliamo, ciò che amiamo. Kylo Ren, indipendentemente da quello che fa, è amato, prima di tutto da suo padre. E poiché è un “bene per sé”, Kylo deve amare se stesso se vuole essere autentico. L’amore dice la verità su Kylo Ren, su chi è Kylo Ren. E Kylo non può essere il suo vero sé fino a quando fa il male: è veramente se stesso solo una volta che le sue azioni diventano coerenti rispetto a chi lui è. Allontanarsi da ciò che è bene per fare il male è ciò che lo fa sentire diviso in se stesso, inautentico. Fare ciò che è male non dice la verità su chi Kylo è, è come a mettergli una maschera orribile, o porlo davanti a uno specchio deformante. È una bugia.

Proprio come Kylo Ren, noi siamo creati buoni, con il desiderio di fare il bene, di amare. Tuttavia, a causa di ciò che facciamo, spesso ci sentiamo divisi in noi stessi, desideriamo una cosa e ne facciamo un’altra. San Paolo dice: “Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non faccio quello che voglio, ma quello che detesto […]. Infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me” (Rm 7,15.19-20).

Quando ci sentiamo lacerati, divisi tra il fare il bene e il male, possiamo scegliere di fare il bene, di amare, di essere autentici rispetto al nostro vero sé, a ciò per cui siamo creati. Dato che questo si basa sulla nostra libera scelta, siamo noi i responsabili di ciò che scegliamo. E se facciamo la scelta sbagliata? Se scegliamo ciò che non è buono, sapendo che non è buono? Non siamo soli. Abbiamo un Padre che ci guarda con misericordia, che ci solleva quando cadiamo, che ci libera quando siamo intrappolati nel ciclo dell’odio della creazione, dell’odio di sé e dell’odio di Dio, che è il peccato. Abbiamo un Dio che vuole diventare un servo per noi, diventare un nulla per noi, fino al Suo sacrificio sulla croce. Un Dio che, con il suo sacrificio, scatena la Forza della Sua misericordia, che risveglia in noi ciò che tutti possono credere essere morto: “non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamerà il diritto con fermezza” (Is 42,3). Un Dio che ci chiama continuamente alla conversione proprio nel mezzo del nostro peccato. Come ci ricorda il venerabile Beda e, più recentemente, Papa Francesco: un Dio che ci chiama “miserando atque eligendo”. Avendo misericordia e scegliendoci. (Beda, Omelia 21).


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