Il calendario cinese e la sua rilevanza oggi

Festeggiare il capodanno cinese con una prospettiva diversa

Perché i cinesi hanno un capodanno diverso? Il calendario gregoriano viene utilizzato a livello internazionale per motivi di convenienza. In Cina, invece, il calendario Shixian regola osservanze e festività, svolgendo un ruolo importante nella vita delle persone e guidandole nell’osservare le date più propizie per sposarsi, avere figli, iniziare attività e persino per le cerimonie funebri.

Fin dai tempi antichi, il calendario era un segno di potere e autorità. Gli imperatori lo usavano nella predizione degli eventi celesti. Era un modo di mostrare alla gente che il loro mandato a governate veniva dal Cielo (Tian Ming). La regolarità e l’accuratezza delle  previsioni di questi eventi, tra le altre cose, mostravano l’autorità di governo dell’imperatore.

Ma cosa c’entra questo con Project22? Alla fine del 1500, in Cina, c’era un gesuita, matematico e appassionato di astronomia, che amava il popolo cinese e la sua cultura – Matteo Ricci SJ. Uno dei suoi desideri era aiutare questo popolo, non tanto cambiando le loro tradizioni ma aiutandoli  a diventare i migliori cinesi che potevano essere. Prima, però, ha dovuto superare alcuni pregiudizi. Quando arrivò per la prima volta in Cina, nel 1583, cercò di costruire la prima casa dei gesuiti a Zhaoqing. Era piuttosto deciso a ignorare quanto prescritto dal calendario cinese rispetto ai giorni adatti all’inizio della costruzione, nonostante l’avvertimento dei funzionari cinesi. Fortunatamente, il maltempo rese impossibile l’inizio dei lavori.

Col passare del tempo notò che c’erano alcune inesattezze nel calendario cinese, per cui le previsioni di eclissi e moti celesti erano, a volte, inaccurate. Ciò causava qualche problema. I governanti erano, infatti, preoccupati che questo fosse un segno che non avevano più il favore del cielo. Il Ministro dei Riti, Wang Zhongming, che aveva sentito parlare della reputazione del gesuita, progettava di incontrare Ricci mentre viaggiava. Una sera del 1594 invitò Ricci sulla sua barca. Tra altre cose, parlò al gesuita della remota possibilità di aiutare i cinesi a migliorare il loro calendario. Questo colpì molto Ricci e il suo desiderio, come una piantina, cominciò a mettere le prime radici nel suo cuore.

Il calendario giuliano in Occidente aveva i suoi errori e, quando Ricci lasciò l’Europa per recarsi in Cina nel 1578, era in corso la sua riforma ad opera di Cristoforo Clavio. Matteo Ricci era stato studente di Clavio al Collegio Romano ed era aggiornato sui metodi utilizzati nella preparazione del nuovo calendario, il calendario gregoriano.

Il punto di svolta

Visto che il calendario cinese stava attraversando queste difficoltà, Matteo Ricci avrebbe potuto semplicemente proporre di scartare il calendario cinese e usare quello occidentale, e questo avrebbe probabilmente reso l’organizzazione e la comunicazione tra paesi più semplice… Ma Matteo Ricci voleva di più, lui voleva qualcosa di meglio Non voleva imporre un sistema straniero. Voleva salvare ciò che già possedevano, rendendosi disponibile ad aiutarli a migliorarlo.

Nel 1600, a Nanjing, Matteo Ricci ebbe un fugace incontro con uno studioso cinese, Xu Guangqi. All’epoca, questo incontro non gli sembrò niente di speciale. Tuttavia questa relazione col tempo fiorì e si rivelò destinata a portare molti frutti. Matteo Ricci morì l’11 maggio 1610, senza molti progressi nel migliorare il calendario cinese. Il 15 dicembre dello stesso anno, Xu Guangqi presentò il primo memoriale ufficiale al Ministro dei Riti. Propose di utilizzare la conoscenza dei gesuiti per migliorare il calendario, ma fu accolto con sospetto e opposizione.

Nel 1629 l’imperatore Zhu Youjian si trovava al potere da quasi due anni. Le possibili conseguenze di un altro errore nella previsione dell’eclissi solare il 21 giugno di quell’anno lo turbavano parecchio. Così chiese a due gesuiti di eseguire i loro calcoli, che finirono per essere più accurati di quelli degli astronomi imperiali. Dopo questo successo, Xu Guanqi si sentì più sicuro nel presentare un nuovo memoriale, proponendo ancora una volta di utilizzare le conoscenze dei gesuiti per rendere il calendario più accurato.

35 anni dopo che quel desiderio aveva messo radici nel suo cuore per la prima volta e 19 anni dopo la sua morte, il 1 settembre 1629, uno dei sogni di Matteo Ricci divenne realtà. L’imperatore Zhu Youjian annunciò la revisione ufficiale del calendario. Questa revisione si sarebbe servita delle conoscenze portate dall’Ovest dai gesuiti, con Xu Guangqi nel ruolo di direttore.

Quando festeggio il capodanno cinese, mi piace ricordare la sensibilità umana che Matteo Ricci mi ha insegnato. Essere più pronti a salvare e servire il mio prossimo e la sua posizione, piuttosto che condannarla subito. Il Matteo Ricci che voleva ignorare il calendario cinese nel 1583 era la stessa persona che poi morì con il desiderio di poter servire nella sua riforma. Ma la sua sensibilità si era raffinata. Questa sensibilità, probabilmente, non era nel suo carattere, non era un dono di natura. Piuttosto, la sensibilità di Matteo Ricci era nata dal rispetto e dall’apprezzamento del popolo cinese e della sua grande cultura.

Foto di Lisheng Chang

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