Siamo tutti drogati?


Internet può essere considerato una dipendenza?

Fino a qualche anno fa, consideravamo dipendenti solo quelle persone che dipendevano o dalla droga o dall’alcol. Sebbene queste persone ci siano ancora, e i loro numeri siano tuttora preoccupanti, lo studio sulle dipendenze si è ampliato. Ora include le cosiddette dipendenze comportamentali, cioè: dipendenze che non sono legate a sostanze, ma a comportamenti. Queste includono: codipendenza, cibo e mangiare, gioco d’azzardo, sesso, amore, lavoro, shopping, Internet e gioco. In questo articolo, vorrei parlare di una di queste dipendenze, nella quale tutti potremmo essere a rischio di cadere: Internet.

Il numero di fruitori di Internet ha continuato a salire in tutto il mondo negli ultimi anni. Sono molto poche le persone che, oggigiorno, non vi hanno accesso; esso è non solo nei loro PC, ma addirittura nelle loro tasche, accompagnandoli tutto il giorno. Ci sono così tante applicazioni che utilizzano Internet; alcune che stai utilizzando ora servono a leggere questo articolo, o per esempio, per mandare messaggi tramite Whatsapp. Perciò, la domanda spontanea davanti a questa consapevolezza è: siamo tutti dipendenti da Internet o siamo fruitori con problemi?

Kimberly Young, che iniziò a studiare la dipendenza da Internet già nel 1995, propone queste domande per aiutarci a valutare il nostro utilizzo di Internet:

  1. Ti preoccupi per Internet (ripensi alle precedenti attività o immagini la prossima sessione online)?
  2. Senti il bisogno di utilizzare Internet per periodi di tempo sempre più lunghi per trovare soddisfazione?
  3. Hai fatto ripetuti e inutili sforzi per cercare di controllare, ridurre o bloccare l’uso di Internet?
  4. Ti senti irrequieto, volubile, depresso o irritabile quando cerchi di ridurre l’uso di Internet?
  5. Stai online più a lungo di quanto ti eri inizialmente proposto?
  6. Hai messo a repentaglio o rischiato la perdita di relazioni significative, del lavoro, di opportunità educative o di carriera a causa di Internet?
  7. Hai mentito ai tuoi famigliari, al terapista o ad altri per nascondere il grado di coinvolgimento con Internet?
  8. Fai uso di Internet come modo di scappare dai problemi o per alleviare uno stato disforico (ad es. sensazioni di impotenza, colpa, ansia, depressione)?

Altri sintomi potrebbero includere: tentativi falliti di controllare il comportamento; ignorare amici e famiglia; tralasciare il sonno per stare online; essere disonesti con gli altri; sentirsi colpevoli, vergognarsi, provare ansia o depressione come risultato del comportamento online; acquisto o perdita di peso, mal di schiena, mal di testa, sindrome del tunnel carpale; tirarsi indietro da altre attività piacevoli.

Molti di noi, incluso io, usano Internet per diverse ore al giorno, per lavoro, per studio o per svago. E io, onestamente, non posso immaginare me stesso senza le comodità che questo miglioramento tecnologico ci ha portato. Se hai un problema con Internet (e lo hai, se hai risposto positivamente ad almeno 5 delle 8 domande poste sopra), allora forse è tempo di parlare con qualcuno che veramente possa aiutarti. Se invece non fai un uso problematico di Internet, allora ecco qui alcuni consigli che possono aiutarti a migliorare il tuo rapporto con esso.

Ci sono ovviamente aspetti di Internet che sono senza dubbio problematici, come ad esempio la pornografia, le fake news, discorsi di incitamento all’odio, il bullismo, il gioco online, ecc. (Se sei interessato, alcuni di questi temi sono già stati trattati in alcuni articoli di Project22). Questo tuttavia non significa che Internet sia intrinsecamente cattivo! Del resto, esso ha migliorato il nostro mondo in diversi livelli. Siamo più connessi tra di noi e questo ha aperto possibilità che fino a pochi anni fa erano impensabili.

Come d’accordo con molti terapisti, la soluzione alla dipendenza da Internet non è la completa astinenza, ma un utilizzo controllato. Sebbene non mi piacerebbe pensare me stesso come un “drogato di Internet” e nemmeno come un utente con problemi, tuttavia il consiglio della psicologia è sicuramente di aiuto. Un buon punto di partenza è di essere onesti con se stessi e di esaminare il nostro modo di utilizzare questo strumento, così come di essere capaci di esercitare un controllo e di vedere come esso tocca la nostra vita.

Alcune questioni a cui può valere la pena pensare: qual è la prima cosa che faccio al mattino appena apro gli occhi? È controllare i miei social network? Quanto tempo spendo ogni giorno online? L’uso di Internet disturba le mie relazioni intime? Cosa accadrebbe se mi trovassi per lungo tempo senza connessione a Internet?

P.s. Se fossi interessato a sapere di più, qui c’è un’interessante conferenza TED del dott. Kimberly Young, dal titolo “Cosa hai bisogno di conoscere sulla dipendenza da Internet” 

1  Kimberly Young. (2017)

Foto di Marc Schäfer

 


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