Una conversazione con Dio


E se ti parlasse mentre vai dalla chiesa al supermecato?

Un pomeriggio soleggiato, sulla via del ritorno a casa dopo un giorno all’università che sembrava infinito, ho deciso di fermarmi in una delle molte bellissime chiese di Roma, per pregare un po’. Come gesuita, la mia scelta è stata abbastanza scontata: la Chiesa del Gesù, nel centro di Roma che, per altro, è la Chiesa madre di tutte le altre chiese dei Gesuiti nel mondo.

Appena entrato in questa magnifica Chiesa, per l’ennesima volta, mi ha subito colpito la sua bellezza, in particolare la luce solare che filtrava attraverso la grande finestra sopra il portale principale. Rapidamente mi sono diretto verso una delle cappelle laterali, sedendomi su una sedia di legno per passare un po’ di tempo da solo con il Signore.

Mentre ero seduto con gli occhi chiusi, ho sentito qualcuno sedersi accanto a me. Dopo qualche momento questa persona iniziò a parlarmi in Italiano. Aprendo gli occhi, mi sono ritrovato davanti una donna sui trentacinque anni, che mi chiedeva l’elemosina, o almeno così mi sembrava. La mia risposta è venuta fuori quasi senza pensare: “Mi scusi ma non ho soldi con me”. In effetti si trattava di una mendicante che chiedeva qualcosa, ma questa volta era diverso. Non mi stava chiedendo denaro ma cibo. Eppure la mia risposta era stata la stessa e questo mi ha sorpreso molto. Così, ho spostato la mia attenzione dal dialogo con Dio al dialogo con questa donna. Il suo nome era Maria*, originaria di una città del sud d’Italia, in provincia di Avellino, vicino Napoli. Aveva due figli: Antonio e Laura*, di dieci e otto anni. Era arrivata a Roma cercando un lavoro ma non aveva trovato nulla e per questo si era ritrovata senza soldi. Ciò che mi chiedeva era di comprare un po’ di cibo per lei e i suoi bambini.

Ero internamente combattuto sul crederle o meno, ma ho deciso di fidarmi. L’ho accompagnata ad un supermercato dove abbiamo comprato i prodotti che le servivano. All’uscita ci siamo salutati e lei mi ha ringraziato mille volte e mi chiesto di pregare per lei, perché potesse trovare lavoro il prima possibile. Prima di andare, mi ha promesso che avrebbe pregato per me e, così, ci siamo separati.

Sono tornato in chiesa e mi sono seduto sulla stessa sedia, cominciando di nuovo a parlare con Dio. E in quel momento ho capito che non avevo mai smesso di parlare con Dio. Ho letto tantissime volte nel Vangelo quel passaggio che dice “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Eppure, quando me lo sono ritrovato davanti nella vita reale, stavo per fare esattamente il contrario. E chissà quante volte mi sono girato dall’altra parte!

Sono rimasto colpito dalla mia mancanza di fiducia nel credere alla storia di questa donna e da quanto mi era costato essere misericordioso con lei in questa situazione. È possibile che Dio mi parli spesso attraverso i poveri e che io sia così abituato a loro da avere sempre la stessa risposta pronta? Che non sia disposto a sollevare neanche un dito per aiutare i più poveri tra i poveri?

Foto di Joshua Ness

*I nomi sono stati cambiati per proteggere la privacy delle persone coinvolte

 


Our latest posts

Our popular posts